Riprese: «Immagini di Cristo» di Ernst von Dobschütz

L’opera di Dobschütz, scritta nel 1899 e qui tradotta nell’edizione del 1909, sfrondata dell’immensa documentazione raccolta dall’Autore, rappresenta un vero e proprio classico per quanto riguarda lo studio delle raffigurazioni di Cristo e i significati profondi che si nascondono dietro di esse nel corso dei secoli. Partendo dalle immagini degli dèi greci “non fatte da mano umana”, ma cadute miracolosamente dal cielo, l’autore spiega come attributi di statue e dipinti di divinità pagane, primo fra tutti il potere di proteggere la città che li possiede, si trasferiscano in epoca cristiana alle icone di Cristo, di Maria e dei santi. Dobschütz descrive nei minimi dettagli, servendosi di numerose testimonianze, le leggende legate alle più famose immagini sacre, da quella dell’antica città di Camuliana al famoso panno di lino in cui Gesù lasciò l’impronta del proprio volto per donarlo ad Abgar, sovrano di Edessa. Le varie leggende, tra cui quella della Veronica, s’intrecciano e si sovrappongono, creandone a loro volta di nuove. Un classico che spazia dall’archeologia alla storia del culto, dall’agiografia all’arte, dalla storia del teatro alla teologia. Lo scopo principale di questo studio a buon diritto multidisciplinare è l’analisi della “psicologia religiosa del popolo” che si esprime molto meglio nella leggenda che negli atti di un concilio o in opere di teologia.



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